ZEROPOSITIVO architetti

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pecettoSETTANTA

anno
2020
localizzazione
PECETTO (TO)
categoria
RISTRUTTURAZIONE
stato
REALIZZATO
dimensioni
130 MQ

certificazioni
-

La prima volta che abbiamo visto questo fabbricato, abbiamo pensato ad un errore di localizzazione, dato che ci siamo trovati di fronte ad una sorta di chalet: tetto spiovente dal legno scuro, tavolato di rivestimento in facciata in stile montano, elementi in ferro battuto, intonaco rustico e dettagli in pietra. Il pensiero fu legittimo, dato che siamo a Pecetto, sulla splendida collina di Torino!
Questo stile, in realtà, era piuttosto di moda negli anni Settanta e lo ritroviamo più o meno diffuso su tutto il territorio piemontese, sicuramente della provincia di Torino.
Entrando in casa, un altro tuffo nel passato tra moquette, marmo e porte in abete. Poi dall’ingresso si arriva in soggiorno e cambia tutto: una vetrata enorme, all’avanguardia per l’epoca, che si apre sulla pianura e sulla natura circostante, pronta a ricordare ogni giorno il motivo per cui la casa è stata acquistata.
L’obiettivo dei committenti era di conservare per quanto possibile lo stile e l’immagine originali, ma di trasferire tecnologicamente il fabbricato nel 2020, rendendolo il più possibile autosufficiente e sostenibile. Tutto ciò sfruttando inoltre l’opportunità del Superbonus 110%.
La sfida  onestamente non è stata molto semplice, ha richiesto molta progettazione e, in seguito, numerose modifiche in corso d’opera, vista la difficoltà contingente nel reperire materiali, componenti e impianti.

A livello funzionale è stata mantenuta , l’impostazione originale, ma con l’inserimento di alcuni elementi “moderni”: dall’ingresso un corridoio dà accesso all’alloggio principale, al piano sottotetto e al piano seminterrato (attraverso una scala compartimentata e isolata). L’alloggio principale ha come fulcro la zona giorno, diventata un grande open space soggiorno/cucina con annesso un locale adibito a dispensa e lavanderia. In una delle camere è poi stata realizzata una utile cabina armadio.
 
A livello energetico gli interventi sono stati progettati secondo lo standard Passivhaus.
La copertura è stata smantellata, mantenendone però orditura principale esistente, quindi isolata con un pacchetto in fibra di legno ad alta densità da 260 mm.  Il manto è in laterizio, ma praticamente identico a quello in cemento originale.

Il cappotto in EPS da 200 mm ha la particolarità di avere una finitura più rustica, studiata appositamente con i tecnici Roefix.
Il solaio verso il piano interrato è stato anch’esso isolato ed è stata effettuata la risoluzione dei numerosi ponti termici.
Il forno finestra è stato interamente gestito da Eurofinestra e merita un discorso a parte: le finestre in legno hanno linee molto moderne, con termotrattato all’esterno e una bella finitura in frassino all’interno. Sono montate su controtelai coibentati che ospitano le vecchie persiane e una nuova tenda oscurante che consente di gestire la radiazione sul grande serramento del soggiorno.

Visiti i carichi particolarmente ridotti, l’impianto è costituito da una pompa di calore aria-acqua Vaillant da 8 kW che alimenta un ventilconvettore canalizzato, il quale condivide i terminali con la ventilazione meccanica controllata Zehnder; avendo lavorato bene sull’involucro questo è un sistema impiantistico economico e confortevole, adatto a questo tipo di case.
Nella zona giorno è presente un nuovo caminetto, che sostituisce il precedente, e che potrà essere utilizzato nel periodo invernale.
Completa l’intervento di efficientamento un impianto fotovoltaico da 12,6 kWh con batterie d’accumulo, sistema che costituisce un grande passo verso l’autosufficienza.

Una nota di architettura:  tra i dettagli recuperati la merlettatura in legno che fungeva da decoro della copertura, che è stata abilmente restaurata e riposizionata. Alcuni elementi in ferro battuto, quali le inferriate, i lumi e il lampadario all’ingresso sono stati riverniciati e ricollocati.
 
Il risultato finale, a nostro parere, ha pienamente centrato l’obiettivo: gli interventi di efficientamento e di ammodernamento quasi non si notano, si fondono con gli elementi originali e non sono mai evidenti. Il verde circostante ed il paesaggio aiutano ad amalgamare l’insieme. Per contro, gli interventi tecnologici realizzati hanno grande impatto sull’ambiente, con una grande riduzione del fabbisogno e, soprattutto delle emissioni.