QUASI AL LAGO

Localizzazione
Piverone (TO), 2018

Categoria
Nuova costruzione
 
Stato
Realizzato
 
Committente
Privato
 
Dimensioni
250mq
 
Project team
Zeropositivo architetti

Certificazione
Passivhaus

Quando ormai  4 anni fa conoscemmo i committenti, avevano già l’idea di realizzare una casa efficiente, ma poi le nostre strade si separarono. A distanza di qualche anno, dopo varie peripezie, sono tornati da noi e insieme ha preso forma questo nuovo progetto.

L’edificio verrà realizzato a Piverone, un comune al confine delle provincie di Biella, Torino e Vercelli, in una posizione panoramica tra le vigne da cui si può godere di una bellissima vista del lago di Viverone da una parte e dell'Anfiteatro Morenico d'Ivrea (AMI) dall'altra.

Il fabbricato nasce per essere certificato secondo il protocollo Passivhaus ed è pensato per essere off-grid, ossia non collegato alla rete elettrica: gli elevati livelli di comfort, saranno quindi accompagnati dalla reale autosufficienza energetica.

Il progetto, curato da Zeropositivo, si sviluppa completamente su un piano e prevede un volume principale, l’abitazione, ed un volume secondario che ospita il garage. I due corpi di fabbrica sono collegati da una pensilina, studiata in modo da caratterizzare il prospetto che si vede accedendo al lotto e per identificare l’ingresso principale della casa.

Entrando si viene accolti in un ampio ingresso, che poi si restringe per consentire l’accesso ai vari locali (privati e di servizio) e progettato per indirizzare l’ospite verso il soggiorno, aperto sulla splendida vista delle vigne e sulla pianura che circonda il lago. Il progetto degli interni valorizzerà gli spazi e rispecchierà l’esuberanza e il buon gusto della padrona di casa.

L’involucro estremamente efficiente e l’impianto che “fa comfort” saranno abbinati a una copertura completamente fotovoltaica, preciso vincolo progettuale, con una potenza installata di circa 70 kW picco! La casa sarà autosufficiente, ma produrrà moltissima energia: l’idea potrebbe essere quella di distribuire il surplus di energia prodotto e non auto-consumato agli edifici vicini, oppure predisporre colonnine di ricarica per bici e auto elettriche, per una vera e propria “energia sociale”!